Gli organismi viventi necessitano, senza eccezioni, di un costante apporto di energia sotto forma di cibo.

Per quanto riguarda i pesci, il problema dell’alimentazione è assai più complesso.

 

Essi infatti possono essere suddivisi grossolanamente in categorie alimentari seguendo diverse criteri di derivazione ecologica, esistono così:

o   pesci fitofagi, che si nutrono pressoché esclusivamente di sostanze di origine vegetale

o   pesci zoofagi la base del cui nutrimento avviene a spese di sostanze di origine animale

o   pesci onnivori che utilizzano a scopo alimentare tanto materiale vegetale quanto materiale animale

o   pesci detrivori che si accontentano in pratica di nutrirsi con quanto viene abbandonato sul fondo o in sospensione dagli altri organismi conviventi e con residui organici di qualsiasi  provenienza.

 

Queste diverse categorie di pesci, sono caratterizzati da ritmi differenti di alimentazione, cioè mentre i carnivori predatori (facendo parte degli organismi zoofagi) prendono il cibo a intervalli più o meno estesi, tutti gli altri si nutrono ininterrottamente durante i loro cicli di attività diurna o notturna.

Il ritmo di somministrazione del cibo in acquario, la sua quantità e la sua qualità dovranno quindi tener conto della particolare composizione faunistica.

Il miglior compromesso è solitamente offerto da somministrazioni frequenti di piccole quantità di cibo, cioè quanto basti a nutrire tutti gli organismi dell’acquario senza che rimangono residui galleggianti, o sospesi, o sul fondo.

Questo principio vale anche per i pesci che esigono diete particolari.

Se l’acquario ospita animali predatori, e si tratta di una situazione anomala che pone discreti problemi di assortimento e di convivenza, questi dovrebbero essere nutriti con opportune prede vive o con adeguati sostituti, seguendo la cadenza suggerita dalle informazione sulla biologia della specie.

Un eccesso di cibo si traduce invariabilmente nel deterioramento del delicato equilibrio chimico-fisico dell’ambiente dell’acquario e della fisiologia dei suoi abitanti.

Naturalmente anche se molti organismi acquatici sono in grado di sopravvivere a periodi di digiuno di incredibile durata, non si deve cadere nell’eccesso opposto fornendo cibo in quantità insufficiente.

Per ogni situazione acquariologica si può arrivare in breve tempo all’esatta strategia alimentare purché si tenga anche conto degli aspetti competitivi, presenti anche in natura in rapporto alla nutrizione tra organismi viventi e particolarmente esaltati dalle situazioni artificiali dell’acquario.

Quindi è buona norma, che il cibo non venga mai somministrato nello stesso punto, ma dovrebbe essere suddiviso e somministrato contemporaneamente in regioni diverse dell’acquario, mirando a favorire gli individui che mostrano regolarmente di non reggere il confronto con altri meglio o più rapidamente adattati alle condizioni di cattività.

Per i pesci di acqua dolce sono disponibili cibi artificiali in grande varietà, tutti più o meno consigliabili, purché integrati di tanto in tanto con nutrimento fresco, naturale.

 

Principali prede vive

 

Gli alimenti secchi ( scaglie, granuli ) o liofilizzati ne esistono molte varietà, e di tutte le dimensioni.

Oggi rappresentano l’alimentazione base, infatti questi alimenti sono studiati per adattarsi alla maggior parte dei pesci onnivori.

Sono alimenti eccellenti, dalla composizione equilibrata, creata da dietologi esperti.

Spesso hanno tuttavia il difetto di essere troppo ricchi di grassi (lipidi).

La gamma di prodotti disponibile in commercio è notevole poiché molte industrie si sono interessate alla loro produzione.

L’aumento della loro vendita segue una curva ascendente parallela a quella dell’hobby acquariofilo.

La maggior parte degli alimenti secchi o liofilizzati si presenta sottoforma di scaglie fiocchi o granuli le cui dimensioni variano a seconda della grandezza dei pesci da alimentare.

Queste forme assicurano un buon galleggiamento sulla superficie dell’acqua, permettendo alla maggior parte dei pesci di prendere il cibo prima che cada sul fondo.

Gli elementi secchi offrono numerosi vantaggi:

o   Sono pratici e sempre disponibili in qualunque stagione e a un prezzo ragionevole

o   Messi a punto da dietologi per animali competenti hanno una composizione ben equilibrata in proteine, glucidi e lipidi, contengono minerali e vitamine

o   Sono scarsamente inquinanti perché rapidamente e completamente consumati, se distribuiti in quantità adeguata

o   Sono digesti, e ciò riduce la quantità di feci prodotte dai pesci e quindi l’inquinamento delle vasche

o   Sono adatti all’utilizzo dei diversi sistemi di distribuzione automatica del cibo.

Giocando su alcuni dettagli nella composizione, la maggior parte dei produttori propone una scelta corrispondente alle esigenze alimentari specifiche di alcune famiglie o specie ( per esempio arricchimento delle fibre vegetali per pesci a comportamento vegetariano e di proteine per i carnivori).

Varianti in piccolissime briciole o in farina micronizzata ( particelle di 200 – 300 micron ) sono disponibili per l’alimentazione degli avannotti.

Gli alimenti industriali sono quindi diventati indispensabili.

Numerosi pesci li mangiano tutta la vita senza particolari effetti sulla loro salute.

Ci si può tuttavia rimproverare, nell’uso esclusivo di questi alimenti, una monotonia che può portare a delle carenze, soprattutto di vitamine.

Infatti la maggior parte di essi contiene quantità sufficienti di vitamine A,D2 o E, mentre le vitamine del gruppo B e la vitamina C mancano spesso.

Queste ultime possono essere fornite solo con il consumo regolare di alimenti crudi e freschi ( riso bollito, verdure fresche o bollite, ecc ), di cui si consiglia dunque l’utilizzo complementare.

 

Le cozze

 

Devono essere preventivamente sbollentate con una breve cottura a fuoco vivo per essere facilmente staccate dalle valve.

Possono essere conservate congelandole in piccole porzioni o alcuni giorni in frigorifero e distribuite intere o tritate.

La maggior parte dei pesci ne va molto ghiotta.

 

 

 

Lo zooplancton vivo

Un breve elenco di cibi naturali che possiamo reperire nei nostri stagni, infatti si trovano numerosi animali microscopici, molti dei quali possono essere facilmente trovati in natura o presso i negozi specializzati, comprende animali planctonici viventi (Artemie, Dafnie e altri Crostacei), Tubifex e altri anellini, piccoli molluschi, larve di insetti e piccoli insetti adulti che possono essere raccolti quando la stagione è favorevole.

Per molti pesci di taglia piccola o media, costituiscono un alimento di prima scelta.

La raccolta si effettua per mezzo di una rete profonda in tulle col manico, che viene mossa lentamente in piena acqua vicino al fondo senza smuovere il fango.

Dopo ogni passaggio la rete è girata in secchio pieno di acqua dello stagno, in modo da staccare il prodotto della raccolta.

Quando si ritiene che quest’ultima sia sufficientemente abbondante si esegue una prima selezione filtrandola con un setaccio con le maglie abbastanza grandi ( 4 millimetri ).

Questa prima selezione elimina i ramoscelli, i resti di vari vegetali e la fauna indesiderata ( ditischi, notonelle, larve di libellula, sanguisughe, chiocciole d’acqua ).

Il problema del trasporto è molto importante, alcuni animali microscopici sono molto sensibili alla carenza di ossigeno ed è quindi necessario che il recipiente sia areato durante il trasporto, soprattutto se la raccolta ha luogo in estate.

Le selezioni definitive si effettuano a casa con l’utilizzo di filtri a maglie decrescenti.

 

I principali animali microscopici utili che possono essere raccolti sono:

o   Le dafnie, chiamate anche pulci d’acqua che misurano da 1 a 4 millimetri a seconda della specie  e sono molto apprezzate dai pesci.

o   I ciclopi, molto piu piccole delle dafnie , circa 1 millimetro e la maggior parte di volte coabitano con esse.

o   Le Larve di chironomidi ( larve rosse di zanzara ) non sono dei veri e propri vermi, ma la forma larvale chironomide piumoso, zanzara che non punge. Le si trova nei terreni melmosi degli stagni ricchi di materie organiche, si riconoscono dal colore rosso vivo dovuto alla presenza dell’emoglobina, che permette loro di vivere anche in acqua povere di ossigeno. Hanno un corpo segmentato in una decina di anelli stretti  e, a maturità raggiungono il centimetro di lunghezza. Questa larva si dimena  vigorosamente quando viene toccata e questo le rende una preda particolarmente attraente. E’ un alimento apprezzato da tutti i pesci. Bisogna tuttavia riservarlo a quelli che hanno una bocca abbastanza grande da poterlo ingoiare intero. Non deve essere mai frammentato perché il liquido che ne fuoriesce rischia di inquinare l’acqua. Alcuni professionisti si sono specializzati nella raccolta e nell’allevamento delle larve di chironomide soprattutto per le rilevanze commerciali nel settore della pesca, Parte di questo allevamento viene confezionato in modo strettamente igienico per l’utilizzo in acquariofilia e messa in vendita nei negozi specializzati, in cui le larve di chironomidi sono disponibili tutto l’anno, anche surgelate.

 

E’ utile infine ricordare che tutti i cibi di origine naturale, indipendentemente dalla loro provenienza, possono introdurre sostanze o organismi indesiderati nell’acquario se non sono preventivamente lavati con cura sotto acqua corrente. 

 

 

Gli alimenti surgelati

 

Negli ultimi quindici anni l’utilizzo di surgelati si è sviluppato in modo considerevole ed è possibile servirsi di numerosi prodotti destinati all’alimentazione umana, come le cozze oppure di diversi tipi di zooplancton surgelati, reperibili nel commercio acquariofilo (artemie, larve di chironomidi, dafnie). Sono confezionate in tavolette o monoprorzioni.

L’utilizzo di surgelati per l’acquario deve rispondere alle stesse regole di conservazione degli alimenti destinati al consumo umano.

Se si vogliono impiegare al meglio gli alimenti surgelati, è opportuno conservarli suddivisi in razioni da avvolgere ciascuna in carta stagnola o foglio di alluminio, in questo modo è possibile prelevare e utilizzare di volta in volta solo la quantità necessaria di cibo, conservando più a lungo e in migliori condizioni la scorta di alimenti.

Non ricongelare mai i prodotti precedentemente scongelati.

Gli alimenti surgelati devono sempre essere scongelati prima dell’utilizzo.

Lo scongelamento si effettua ponendoli in un recipiente pieno di acqua tiepida per una trentina di minuti prima dell’utilizzo.

In caso di una prolungata mancanza di corrente tutti i prodotti congelati devono essere gettati.

 

Anche i cibi liofilizzati sono di grande comodità e sono ben tollerati, tra questi si trovano in commercio Artemie, Dafnie e altri Crostacei, Tubifex, uova di pesce, carni (fegato, cuore), ecc.

 

In particolare per i pesci neonati (prima larve e successivamente avannotti)

È necessario ricorrere a speciali preparati commerciali o meglio a culture di protozoi (Parameci) e di plancton (naupli di Artemia), tenendo presente che le dimensioni utili delle particelle alimentari sono inferiori nei pesci ovipari che in quelli ovovipari a parità di età delle rispettive larve.

Infatti gli stadi larvali dei pesci ovovipari  hanno in genere dimensioni maggiori.

 

 

di Michele Nardinocchi

 

 

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Autore
Michele Nardinocchi: La passione per l'acquariofilia mi è nata nel lontano 1982 in 36 anni ho sperimentato di tutto e ho unito un'altra mia passione, quella del riciclo e fai da te all'acquario.....il risultato? un acquario totalmente hi tech, nel corso degli anni ho scoperto la passione per le piante acquatiche e questo mi ha portato a documentarmi e a spingere la vasca oltre i limiti, i successi e gli insuccessi si sono inesorabilmente presentati, ma sono riuscito a coltivare diverse piante, tra cui anche piante molto esigenti con ottimi risultati. Fondatore di AcquarioExpert.com ci siamo ritrovati qui, insieme ad altri amici per condividere tutto il nostro bagaglio di esperienza vissuta e dare suggerimenti a chiunque voglia avvicinare a questo affascinante hobby, l'intento è far riuscire a gestire un acquario con piante e pesci armoniosamente trovando il giusto equilibrio o di realizzare un layout a tema o un biotopo specifico, spero di essere d'aiuto a superare i piccoli ostacoli a chi si avvicina per la prima volta a questo magnifico hobby.