Le prede vive d’allevamento sono uno dei migliori alimenti che si possono dare ai pesci dell’acquario.

Sono indispensabili per il successo della riproduzione in cattività.

La maggior parte degli allevamenti riguarda quindi le prede necessarie al condizionamento dei pesci alla deposizione delle uova, al nutrimento iniziale e alla crescita degli avannotti.

Alcuni pesci al momento della nascita sono minuscoli e per un lungo periodo devono essere alimentati con prede proporzionate alle loro dimensioni.

In assenza di un allevamento di queste piccole prede, molti tentativi di riproduzione sono destinati a Fallire.

 

L’allevamento di alimenti vivi deve seguire tre regole:

1.   la resa: E inutile iniziare un allevamento se non si è certi di ottenere un numero di prede sufficiente per un’alimentazione abbondante. Bisogna rinunciare ai tentativi di allevare animali a basso potenziale produttivo o dal mantenimento aleatorio.

2.   la continuità: si deve poter effettuare l’allevamento durante tutto l’anno, o perlomeno durante un lungo periodo, in modo da non essere trovati impreparati in caso di un’acclimatazione delicata di nuovi ospiti o di fronte alla nascita improvvisa di avannotti.

3.   la diffusione degli allevamenti tra più acquariofili o club di acquariofilia, in modo da non perdere mai i ceppi.

 

Cosa sono gli Infusori ?

Sono piccoli organismi viventi formati da una sola cellula e sono le uniche prede che gli avannotti di piccole dimensioni possono inghiottire a partire dal riassorbimento della propria vescicola vitellina dal momento della schiusa, infatti è buona regola cominciare ad alimentare gli avannotti dopo il completo riassorbimento della vescicola vitellina che normalmente avviene in tre giorni.

 

Gli infusori Parameci

I parameci sono degli infusori ciliati minuscoli, parliamo di 0,2 – 0,3 millimetri, si fa fatica vederli anche ad occhio nudo.

Si spostano grazie ai movimenti coordinati ciglia vibratili che ricoprono tutta la superficie della cellula.

La loro mobilità li rende molto attrattivi ai piccoli pesci.

Abbondano nelle acque dolci ricche di materie organiche in decomposizione.

La coltura dei parameci è di facile realizzazione.

 

 

Si usano dei barattoli di vetro pieni di acqua molto dolce, vi si introduce un po’ di fieno, paglia, foglie di insalata secche o, meglio, alcuni chicchi di risone ( riso non sbucciato che si può tranquillamente trovare nei negozi di prodotti dietetici o in quelli specializzati in semi per uccelli ).

E’ anche possibile inseminare un po’ di melma di uno specchi d’acqua o con della sabbia prelevata dal fondo di un acquario in funzione da diversi mesi.

Il nutrimento consiste in una o due gocce di latte ogni 100 ml di acqua, in modo da formare una leggerissima nuvola nell’acqua.

Nell’arco di pochi giorni, dopo un momentaneo turbamento dell’acqua legato alla proliferazione dei batteri, l’acqua si schiarisce e con l’aiuto di una lente di ingrandimento si possono vedere i parameci che nuotano in ogni direzione.

La coltura prosegue mantenendo il barattolo a temperatura ambiente vicino a una finestra esposta a nord, aggiungendo di tanto in tanto una goccia di latte per mantenere la proliferazione dei batteri di cui si nutrono i parameci.

L’aggiunta di latte si effettua solo quando l’acqua torna ad essere limpida.

Per assicurare la resa si devono preparare molti barattoli da 10 a 20 ml di una buona coltura al giorno,

Introdotti in un piccolo acquario di allevamento, sono sufficienti al nutrimento di una trentina di avannotti di piccole dimensioni ( per esempio Caracidi )

Per aumentare la resa si può mettere la coltura in una piccola caraffa da un quarto di litro con il collo stretto e si introduce un tampone di cotone abbastanza lento a metà del collo.

I parameci, molto sensibili alla carenza di ossigeno, attraverseranno il cotone e si ritroveranno concentrati al disopra, questo facilita le operazioni di prelievo.

La quantità di acqua prelevata deve essere sostituita da acqua pura in modo che il fenomeno si riproduca ogni giorno.

Una serie di caraffe curate con regolarità permette di avere sempre a disposizione una coltura abbondante e di qualità.

 


 

I Naupli Di Artemia

 

E' l'allevamento più importante e popolare. Grazie ad esso numerose generazioni di acquariofili sono riusciti a realizzare riproduzioni considerate delicate.

A esso sono stati dedicati molti articoli. Numerosi sono stati commercializzati in vista della schiusa delle uova e dell'ottenimento dei naupli.

Numerosissimi lavori di bricolage e numerose ricette sono stati immaginati dagli acquariofili per migliorare il rendimento.

Le Artemiidae sono piccoli crostacei che vivono in acque salmastre e in alcune lagune che sono state separate dal mare e in cui la salinità è molto elevata. Se ne trovano in abbondanza nei grandi laghi salati californiani, Artemia Salina è presente in Europa in alcune paludi salate, soprattutto in Camargue.

L'artemia adulta assomiglia a un piccolo gamberetto trasparente, lungo da 1 a 1.5 centimetri.

Le artemie sono microfaghe e si nutrono di alghe, di batteri e di piccoli resti di varia natura.

Le uova hanno un guscio molto duro e molto resistente all'essiccamento ( numerosi anni ).

Ciò permette la sopravvivenza della specie in caso di essiccamento delle paludi.

La schiusa dà origine a minuscoli naupli con una morfologia diversa dagli adulti. I naupli hanno due appendici piumate a forma di remo. Grazie alle loro caratteristiche nutritive, alle loro piccole dimensioni e alla loro attrattiva a causa del nuoto incessante, permettono l’alimentazione dei piccoli pesci e degli avannotti, quando questi raggiungono delle dimensioni sufficienti.

In commercio si trovano uova di artemia di buona qualità che garantiscono il successo regolare delle schiuse.

 

Descriveremo di seguito il metodo utilizzato più frequentemente dagli acquariofilo, si tratta di un impianto facile da realizzare con alcune bottiglie di acqua minerale vuote, alcuni pezzi di tubo, dei tappi e un po’ di colla.

Prendiamo una bottiglia , a cui in precedenza  è stato tagliato il fondo, è messa con il collo verso il basso su un supporto verticale. Il collo è chiuso da un tappo e forato per posizionare un piccolo tubo in PVC ben siliconato e sigillato. A questo tubo di PVC si innesta un tubicino flessibile e un piccolo rubinetto in plastica a tre vie, di cui una delle tre vie va collegata  a una pompa ad aria e quella rimanente libera funge da scarico ( come il disegno sotto ).

 

 

Ripetendo questo progetto con una serie di bottiglie, ci permette di rendere più produttivo l’allevamento.

L’acqua salata ( 20 – 30 grammi circa per litro di sale marino o sale da cucina, oppure 4 – 5 cucchiaini da caffé rasi ) è messi nella bottiglia, naturalmente con il rubinetto chiuso. Si può anche utilizzare un sale speciale disponibile in commercio acquariofilo. All’ambiente per la schiusa si aggiunge un mezzo cucchiaino da caffé di uova d’artemia, si avvia la pompa ad aria precedentemente collegata alla bottiglia per permettere una buona muscolazione alle uova di artemia, ed evitare che galleggino tutti in superficie.

A temperatura ambiente la schiusa avviene dopo due o tre giorni, è allora necessario fermare l’aerazione in modo che in alcune ore i gusci vuoti si raccolgono in fondo al cono della bottiglia.

Successivamente bisogna aprire il rubinetto dalla parte dello scarico per eliminarli. Questo passaggio è importante perché i gusci sono indigesti per gli avannotti.

A questo punto si dispone di una cultura pura che può essere conservata diversi giorni quando l’aerazione è riattivata.

La raccolta dei naupli avviene dopo l’arresto momentaneo della formazione di bolle.

Il prelievo può essere fatto con una siringa, oppure è anche possibile raggruppare le artemie sul fondo della bottiglia esponendo un cono luminoso di una lampada, dopo aver oscurato il resto della bottiglia.

Le artemie essendo prototrofiche vengono attratte dalla fonte di luce e si raggrupperanno nella zona illuminata nel giro di poco tempo.

A quel punto basta aprire il rubinetto di scarico per raccoglierle.

Per l’alimentazione degli avannotti di acqua dolce, l’acqua salata sarà eliminata filtrandola con un setaccio a maglie molto sottili, reperibile nei negozi di acquariofilia.

 


 

I Vermi Enchitrei

 

Gli enchitrei sono piccoli vermi bianchi che raggiungono i 10 – 30 millimetri di lunghezza.

In natura vivono i vegetali in decomposizione. Se ne possono trovare spontaneamente cercando bene sotto le foglie morte in una foresta, nei resti vegetali in putrefazione. Li si possono ingannare sotterrando nel sottobosco, sotto le foglie morte una trappola, che consiste nel posizionare un vasetto di plastica con dei buchi contenente una patata bollita o del pane bagnato nel latte.

L’esca deve essere avvolta da uno strato di lana acrilica scura per vedere meglio i vermi. Questo metodo permette di ottenere, dopo alcuni tentativi il ceppo che permetterà l’allevamento.

E’ Anche possibile procurarsi un ceppo preso dagli acquariofili che lo praticano già.

 

L’allevamento è facile, si effettua in cassette di polistirolo alte una quindicina di centimetri, facili da trovare dai pescivendoli e nei negozi di surgelati.

Il fondo va ricoperto da una decina di centimetri di terra leggere, sabbiosa e umida. Alcuni preferiscono materiali sintetici come la lana perlon o la lana acrilica scura, su cui si vedono meglio i vermi.

L’alimentazione è distribuita su uno strato sottile in superficie, che può essere pane bagnato nel latte, fiocchi d’avena o miscugli di frutta e verdura ridotti in purea ( per esempio carote, patate, mele ). I ceppi di vermi sono distribuiti nell’ambiente nutritivo. Il tutto viene ricoperto da una lastra di vetro o plexiglas, facendo attenzione che la sua superficie sia inferiore a quella dell’apertura della cassetta, in modo che si possa togliere facilmente e che l’aria possa circolare ( 2 centimetri su ogni lato  sarebbe l’ideale ).

Il contenuto della scatola va mantenuto al buio con il suo coperchio forato in alcuni punti per permettere l’aerazione e chiuso da una griglia sottile in modo che le mosche e i moscerini non possano penetrare.

Infatti, siccome l’ambiente è nutritivo è molto ricco, numerosi ospiti indesiderati possono sporcare la coltura. Una buona precauzione consiste nel utilizzare terra precedentemente bollita.

L’insieme deve essere conservato in un luogo molto fresco, poiché la temperatura ottimale non deve superare i 10 – 15 °C.

 

 

Quando la coltura raggiunge la sua massima resa, gli enchitrei si assemblano in gomitoli tra la lastra di vetro e il nutrimento.

Basta togliere la lastra di vetro per raccogliere un gran numero di vermi che restano attaccati.

La manutenzione della coltura richiede il ricambio dell’ambiente nutritivo quando questo sembra esaurirsi. Bisogna anche rinnovare immediatamente il loro nutrimento se compaiono delle muffe.

 


 

I Vermi Grindal

 

Sono vermi che assomigliano ai enchitrei ma sono più piccoli, le loro dimensioni vanno dai 2 ai6 millimetri.

Morten Grindal li scoprì nel 1947 negli allevamenti dei enchitrei.

 

Anche in questo caso la coltura viene effettuata in cassette di polistirolo in condizioni simili a quelle dei enchitrei. Necessita tuttavia di una temperatura nettamente più elevata ( 20 – 25 °C ).

Il substrato di coltura è formato da uno strato ben inumidito di sfagni utilizzati in orticoltura. Gli sfagni saranno precedentemente bolliti per la sterilizzazione. Si posizioneranno sulla superficie dei frammenti di vasi da fiore in coccio cosparsi da un leggero strato di farina di grano integrale o di fiocchi di avena schiacciati.

L’inseminazione avviene per mezzo dei ceppi, talvolta disponibili in commercio acquariofilo. Solitamente anche questi ceppi si ottengono tramite la filiera degli scambi acquariofilo. I vermi si raggruppano sui cocci ed è sufficiente toglierli e immergerli nell’acqua dell’acquario per nutrire i pesci.

La nuova inseminazione si fa rimettendo i coccio lavato nelle scatola della coltura, dopo averlo cosparso nuovamente di farina.

 

 

La resa è eccellente, i vermi depongono una ventina di uova ogni due o tre giorni. La crescita è rapida e raggiungono la taglia adulta in una settimana circa. I vermi Grindal sono utili per gli acquariofilo che praticano la riproduzione, perché sono prede di piccole dimensioni, di buona qualità nutritiva e permettono l’alimentazione degli avannotti dopo la fase dei naupli di artemia.

 


 

I Microvermi

 

Questi vermi non superano i 2 millimetri . Sfortunatamente i ceppi di microvermi sono raramente disponibili in commercio.

Sono conservati da molti acquariofili che se li trasmettono da generazione in generazione da parecchio decenni. Le dimensioni minuscole dei microvermi e la loro buona qualità nutrizionale ne fanno una preda ideale per gli avannotti.

Nelle colture i giovani vermi sono così piccoli che superano appena le dimensioni di un paramecio. Questo spiega la grande importanza attribuita a questo allevamento, che permette di nutrire gli avannotti delicati dallo stadio degli infusori fino allo stadio dei naupli di artemia.

Gli avannotti di dimensioni relativamente importanti alla nascita possono essere alimentati direttamente con questi vermi a partire dal riassorbimento della vescicola vitellina o quando cominciano a nuotare liberamente.

 

L’allevamento dei microvermi è tra quelli che richiedono la minor cura e questo evita di ritrovarsi sprovvisti di cibo per gli avannotti in caso di deposizione improvvisa.

Infatti una volta avviata, la coltura può funzionare senza cure particolari durante molti mesi.

Questo tipo di coltura si effettua in un piccolo recipiente di plastica o di vetro con l’apertura larga in modo da ottenere la superficie massima rispetto al volume. Il recipiente viene riempito a metà di una pappa densa, ma ancora fluida di fiocchi d’avena bagnati in acqua pura tipo Sant’Anna.

Si può aggiungere al decotto un po’ di lievito di birra secco, ma non è indispensabile.

Il ceppo dei microvermi sarà poggiato delicatamente sulla superficie.

Una goccia di coltura per ogni vaso è sufficiente. Si può stendere con cura questa goccia sulla superficie utilizzando un pennello molto morbido.

Il recipiente verrà in seguito ricoperto con un velo di tulle o un pezzo di spugna in modo che le piccole mosche come le drosofile o gli acari non possono penetrarvi.

La coltura sarà conservata in un luogo buio a temperatura ambiente, la resa ottimale è tra i 22 e i 25 °C.

 

 

I microvermi si moltiplicano rapidamente sulla superficie e risalgono lungo le pareti dove sarà facile raccoglierli con un pennello, che basterà muovere nell’acqua dell’acquario perché i piccoli vermi vi si disperdano.

La coltura sarà mantenuta umida aggiungendo di tanto in tanto un po’ d’acqua. Può garantire una buona resa per molte settimane.

Per mantenere questa resa si procederà al trapianto in un ambiente nuovo ogni mese circa.

 

 

di Michele Nardinocchi

 

 

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Autore
Michele Nardinocchi: La passione per l'acquariofilia mi è nata nel lontano 1982 in 36 anni ho sperimentato di tutto e ho unito un'altra mia passione, quella del riciclo e fai da te all'acquario.....il risultato? un acquario totalmente hi tech, nel corso degli anni ho scoperto la passione per le piante acquatiche e questo mi ha portato a documentarmi e a spingere la vasca oltre i limiti, i successi e gli insuccessi si sono inesorabilmente presentati, ma sono riuscito a coltivare diverse piante, tra cui anche piante molto esigenti con ottimi risultati. Fondatore di AcquarioExpert.com ci siamo ritrovati qui, insieme ad altri amici per condividere tutto il nostro bagaglio di esperienza vissuta e dare suggerimenti a chiunque voglia avvicinare a questo affascinante hobby, l'intento è far riuscire a gestire un acquario con piante e pesci armoniosamente trovando il giusto equilibrio o di realizzare un layout a tema o un biotopo specifico, spero di essere d'aiuto a superare i piccoli ostacoli a chi si avvicina per la prima volta a questo magnifico hobby.