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Categoria: Le nostre FAQ
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Ciao Dario e ben ritrovati, quest’oggi cerchiamo di addentrarci un po' più nello specifico, quindi ti chiedo, per realizzare e scegliere un layout in acquario quali sono le principali linee guida da seguire per orientarsi al meglio?

 

Premetto che non mi ritengo un aquascaper ma, piuttosto, un paesaggista acquatico e quindi le mie considerazioni muovono dalla consapevolezza che l’acquario non deve “essere” ma piuttosto “sembrare”, un po' come accade per i bonsai.

L’acquario non deve riprodurre pedissequamente (spesso in modo ridicolo) un artificio innaturale ma, semmai, destare una sensazione piacevole e magari un’emozione.

Il mio è un approccio è molto semplice: l’acquario di piante deve essere armonico.

Il concetto di armonia è strettamente legato a quello di estetica e quella purtroppo, difficilmente la si impara: o è dentro di te oppure potrai applicare tutte le regole matematiche che vuoi senza riuscire a raggiungere risultati apprezzabili.

Dopo l’ossessione da iwagumi (tonnellate di pietre sottratte all’edilizia, buttate malamente in acquario), assistiamo oggi al nuovo trend dei paesaggi con viali e sottobosco in cui l’acquario diventa spesso poco più di una cartolina anni ‘70 con tanto di alberelli e rondini che svolazzano…

In disparte queste mie (personalissime ed opinabili) considerazioni, ritengo che il punto di partenza per la scelta di un buon layout sia, ancora una volta, l’acquario naturale.

 

Spesso in fase di allestimento non si tiene in debito conto del rispetto delle proporzioni cosa puoi dirci in merito a questo?

 

Giusta notazione difatti spesso non ci si rende abbastanza conto che le proporzioni contano più dell’estetica e sovente si vedono ottimi progetti mortificati da scelte tecniche inopportune nella selezione di tronchi e pietre.

Bilanciare una composizione significa rispettarne le proporzioni. Se non dispongo di materiali sufficientemente grandi rispetto alla grandezza dell’acquario non potrò mai ottenere un layout bilanciato.

Il ryoboku, ad esempio, necessita di tronchi adeguatamente lunghi e ramificati o radici sufficientemente ampie da permettere la costruzione di un disegno che rispecchi adeguatamente le proporzioni.

Purtroppo, la regola della sezione aurea, (vedi figura 1) ed il relativo rapporto numerico, come pure quella delle proporzioni armoniche (vedi figura 2), rimangono spesso inosservate, con la conseguenza che tutta la composizione ne risulta penalizzata.

Molto spesso le proporzioni non tengono conto delle piante: si osservano acquari con layout imponenti ma con poche piante o per converso, talmente ricchi di vegetazione da nascondere completamente il disegno e la silhouette della struttura iniziale.

Fig. 1 Sezione aurea

 

Fig. 2 Proporzioni armoniche

 

La composizione con legni (e quella con legni e pietre) ha generalmente tre varianti:

 

 

 

                (vedi figura 5)

 

Fig. 3 Struttura concava con tronchi che si dipartono verso l’interno.

 

Fig. 4 Struttura convessa con tronchi che si dipartono verso l’esterno.

 

Fig.5 Struttura con isola centrale con tronchi che si dipartono a ventaglio.

 

In tutte e tre le ipotesi (a cui si aggiungono ovviamente infinite varianti che dipendono dall’estro creativo dell’acquariofilo), il rispetto delle proporzioni è fondamentale e non mi riferisco soltanto all’armonia dell’intera costruzione ma ad ogni singolo elemento che la compone.

Quindi, non solo il rapporto tra le due isole (2/3 1/3), ma anche quello dell’altezza e della lunghezza di ogni isola, come pure i due volumi occupati dalla vegetazione. Tutto dovrà rispettare il rapporto sopra indicato.

Non a caso gli acquari dedicati a questo genere di layout hanno una lunghezza pari al doppio della profondità e dell’altezza: sono vasche armoniche.

C’è ovviamente da sottolineare che questa è solo teoria poiché nella pratica lo sviluppo delle piante riesce spesso a sorprenderci creando dei paesaggi inaspettati.

Credo, tuttavia, che queste regole di base siano molto utili per iniziare il percorso dell’aquagardening, specialmente se non si ha la conoscenza in ambito botanico relativamente alla crescita di una singola specie.

 

Quanto conta l’estetica del vuoto in acquario?

 

Un capitolo a parte meriterebbe l’estetica del vuoto che nel concetto di acquario naturale conta tanto quanto il “pieno”.

Il problema è che il “vuoto” in acquario è anch’esso un volume, equiparabile come importanza al pieno e ne diventa sovente il punto focale quello che attrae per primo l’osservatore, accompagna lo sguardo ed esalta l’intera composizione.

Spesso, invece, il “vuoto” è considerato semplicemente uno spazio da lottizzare, da riempire a tutti i costi con piante ed arredi.

 

Se anche tu hai domande da porre al nostro amico Dario Schelfi

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intervista realizzata da Luigi De Siena

impaginata da Michele Nardinocchi

 

 

Si ringrazia Dario Schelfi per aver gentilmente concesso questa intervista ad acquarioexpert.com

 

 

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Autore
Michele Nardinocchi: La passione per l'acquariofilia mi è nata nel lontano 1982 in 36 anni ho sperimentato di tutto e ho unito un'altra mia passione, quella del riciclo e fai da te all'acquario.....il risultato? un acquario totalmente hi tech, nel corso degli anni ho scoperto la passione per le piante acquatiche e questo mi ha portato a documentarmi e a spingere la vasca oltre i limiti, i successi e gli insuccessi si sono inesorabilmente presentati, ma sono riuscito a coltivare diverse piante, tra cui anche piante molto esigenti con ottimi risultati. Fondatore di AcquarioExpert.com ci siamo ritrovati qui, insieme ad altri amici per condividere tutto il nostro bagaglio di esperienza vissuta e dare suggerimenti a chiunque voglia avvicinare a questo affascinante hobby, l'intento è far riuscire a gestire un acquario con piante e pesci armoniosamente trovando il giusto equilibrio o di realizzare un layout a tema o un biotopo specifico, spero di essere d'aiuto a superare i piccoli ostacoli a chi si avvicina per la prima volta a questo magnifico hobby.